Bossi, Belsito e Salvini: quante ne ha fatte la lega in questi anni?

Non sono solito scrivere editoriali all’interno del Blink Post e me che meno trattare di saltimbanchi politici. Ma una vicenda mi preme, perchè se in questo tempo c’è una cosa che infuria senza contraddizioni, è la forza devastante della comunicazione di Salvini. E magari in un futuro articolo parleremo anche di come ha costruito la sua fortuna, e del perchè l’Italia è stata per lui un terreno molto fertile.

Torniamo a noi, al famoso caso del citofono, alle mille mila magliette indossate in cui Salvini poteva essere di tutto, una sorta di Superman protettore, ed il tutto si concretizza nella frase: “Scusi lei spaccia?”.

Oggi mi piacerebbe chiedere a Salvini: “Scusi Cavazza spaccia e addesca minorenni?”.

Non sono nemmeno qui per fare di tutta l’erba un unico fascio, me ne guarderei. Ma l’incosciente e facile attitudine con cui Salvini “fa cose” mi ha fatto venir voglia di ricordare cosa davvero va ricordato. Le righe seguenti sono un report di scandali in cui SuperSalv e famiglia sono coinvolti.

49 milioni– Per chi se lo stesse ancora chiedendo, la storia dei 49 milioni è proprio vera, ormai diventata un’immagine carnevalesca, ma i 49 milioni sono davvero spariti. Tutto parte dalla sentenza di condanna del 2017 per truffa ai danni dello Stato da parte di Umberto Bossi e Francesco Belsito, l’ex tesoriere della lega Nord. A Genova, durante la sentenza di condanna, i giudici ordinano il sequestro della somma che secondo loro è il frutto della truffa sui rimborsi elettorali, truffa ottenuta con una rendicontazione fasulla negli anni tra il 2008 e il 2010. La somma in oggetto, secondo i giudici, si attesta intorno ai 48,9 milioni di euro. Stesso all’interno della Lega inizia una bagarre in cui la colpa e sempre dell’altro. Piano piano escono numerosi cedo Lini di bonifici fatti ad associazioni varie in cui non vi è nessuna causale.

Ma se operavano Bossi e Belsito, voi mi chiederete cosa ne sa Salvini in tutto questo? Si, è stato dimostrato che Salvini ha usato tranche da segretario del partito, proprio di quei rimborsi artefatti.

Ma Salvini, almeno, si è costituito parte civile nel processo contro Bossi e Belsito vero? No, non lo ha fatto, spiegando “che non ha senso chiedere soldi a chi quei soldi non li ha”. andiamo avanti.

1994- 200 milioni. Nel 1994 il pm Antonio Di Pietro interroga Umberto Bossi sulla provenienza di 200 milioni di lire nelle casse del partito, controbatte Bossi:”Eravamo senza soldi e senza finanziamenti. Per amor di Dio”.

Lo stesso amor di Dio per cui, nel 2014, a fine anno si legge che la lega finanzia con 200.000 euro la scuola privata della moglie di Umberto Bossi.

Un bonifico da 4,5 milioni di euro in Tanzania– Nel 2012, per esattezza il 20 dicembre, Francesco Belsito, ormai conosciuto per le sue peripezie, tesoriere perchè sempre alla ricerca di un tesoro, fa partire un bonifico di 4,5 milioni di euro verso un fondo in Tanzania. Tanto basta per scoprire un giro allucinante di operazioni offshore.

Paolo Arata, consulente per l’energia del ministro Salvini– Qui non c’è molto da dire, perchè l’essenziale si esaurisce in due righe. Il consulente di Matteo Salvini per l’energia era Paolo Arata. Paolo Arata, arrestato con l’accusa di corruzione, mafia e riciclaggio è socio di Vito Nicastri, il re dell’eolico in Sicilia e finanziatore della latitanza di Matteo Messina Denaro.

E infine attendo che nelle prossime ore, Matteo risponda alla domanda: “Scusi il politico della Lega Cavazza spaccia?”

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